Un blog da 2 milioni di utenti! Intervista al founder di Navigaweb.net

Claudio Pomes

Il web ha dato la possibilità a chiunque nel mondo di poter creare da zero la propria attività e portarla al successo, creare un sito e farlo diventare la fonte principale di reddito è ancora il sogno di tanti che ambiscono a lasciare il posto di lavoro per diventare dei “nomadi digitali”. Oggi intervistiamo uno che ce l’ha fatta: Claudio Pomes aka Pomey, che nel 2008 ha ideato navigaweb.net, un blog dedicato all’informatica che oggi, con oltre 6500 articoli pubblicati, ha un seguito di ben due milioni di visitatori mensili!

Ciao Claudio, prima di tutto raccontaci un po’ di te, quale è stata la tua formazione e cosa ti ha spinto a creare un blog, quali erano le tue aspettative e se ti aspettavi un successo di questo tipo.

Dopo che mi sono laureato in Economia, ho trovato lavoro in aziende di consulenza, occupandomi soprattutto di gestione tecnica e informatica. Il blog è nato, come forse spesso accadeva un tempo, per puro caso. Nel 2008, mentre ero consulente tecnico in una grande azienda, senza però molto da fare.
Avendo quindi tempo libero disponibile, iniziai a scrivere di programmi, siti web preferiti e trucchi per ottenere cose gratis da internet, tutte cose che cercavo ogni giorno, un po’ per hobby, un po’ per passione. La scelta della piattaforma, per me che non avevo molta esperienza di siti web, cadde su Blogger, perchè pensavo che essendo di Google avesse qualche vantaggio (e forse in quel tempo un po’ avevo anche ragione). Inoltre Blogger era (ed è ancora oggi) gratis quindi non avevo bisogno di spendere nulla, se non i 10 Euro per l’acquisto di un dominio.
La scelta del nome, Navigaweb, fu piuttosto studiata. Anche se il blog non è nato da un progetto pianificato, il nome Navigaweb venne fuori dopo aver fatto ricerche sulle parole chiave, con l’obiettivo di essere primo su Google, senza concorrenti forti, per le key “navigare su web” oppure “navigare su internet”. Poi il punto it e com erano già presi, quindi andai su navigaweb.net che era un po’ la terza scelta.

Navigaweb
La homepage di navigaweb.net

Molto interessante Claudio, raccontaci cosa è successo e quando hai iniziato a capire che questa attività poteva diventare il tuo lavoro.

Il “successo”, tra virgolette, è stato praticamente immediato, già a dicembre 2008 stavo sulle 10.000 visite al giorno, a dicembre 2009 30.000. Era ancora un periodo d’oro per i blog fai da te, ce ne erano tantissimi e c’era una certa libertà di espressione e si poteva parlare anche di cose illegali (scaricare film gratis, vedere partite online ecc.) senza problemi. Pensavo a quel tempo di aver trovato veramente la gallina dalle uova d’oro, ho quindi lasciato il lavoro e mi sono dedicato al blog a tempo pieno. La crescita è andata avanti fino al Giugno 2010, quando mi fu “intimato” di rimuovere i contenuti che parlavano di pirateria di ogni tipo. A quel punto ho dovuto quasi ricominciare da capo, potrei dire che è iniziato il lavoro più duro, cercando di scrivere e pubblicare articoli interessanti, senza però recuperare. Dopo il Panda Update di Google nell’Agosto 2011, quando la maggior parte dei piccoli blog fu letteralmente spazzata via e che, personalmente, mi portò seriamente a pensare se continuare con Navigaweb oppure se rinunciare.
Alla fine, comunque, ho continuato, senza più fare sogni di fare tanti soldi facili, ma fiducioso che se avessi lavorato con costanza avrei potuto comunque guadagnare abbastanza per vivere dignitosamente. Tra alti e bassi, la crescita, anche se lenta, è stata comunque costante, con picchi da 100.000 visite al giorno nei periodi migliori ( le vacanze natalizie) ed arrivando ad una media di 2 milioni di visite mensili degli ultimi tempi.

Complimenti Claudio, un ottimo risultato! Hai accennato al Panda Update che è un algoritmo che ha cambiato le SERP notevolmente, chiaramente la SEO è un fattore determinante per un progetto come il tuo, quali sono le strategie e i tool che utilizzi per curare questo aspetto?

Il Panda Update ha cambiato radicalmente le regole del gioco, tagliando fuori praticamente tutti i blog amatoriali ed anche penalizzando i siti più grossi che facevano montagne di articoli e pagine scritte rapidamente da ragazzi pagati pochissimo. Anche Navigaweb è uscito moribondo da quell’evento.
Per tentare il recupero non ho potuto far altro che revisionare e rivedere tutti gli articoli pubblicati, eliminando il vecchio e aggiornando dove possibile, magari anche ripubblicando vecchi articoli rinnovati. Ci ho messo più di due anni a tornare ad un livello di visite accettabile, quindi ci volle davvero tanta pazienza.

Google Panda Update

Il SEO è qualcosa che ho dovuto imparare col tempo, seguendo i consigli provenienti dagli account ufficiali Google su Twitter e dei più grandi esperti americani. Su Navigaweb.net, oltre a rendere il codice più ottimizzato e veloce a caricarsi (anche se questo rende anche il sito molto minimale) ho quindi cercato di ottimizzare il possibile, senza strafare, seguendo le linee guida standard, ma soprattutto cercando di curare i contenuti meglio possibile, evitando ripetizioni, impegnandomi a tenerli aggiornati e pubblicando solo articoli che non andassero fuori tema.
Come strumenti, inizio col dire che non ho trovato molto giovamento dall’uso dei tool seo più noti, perchè, a mio parere, sono poco funzionali per chi gestisce un solo sito molto grosso e con migliaia di keyword da monitorare (inoltre sono molto costosi).
Sono comunque utili, per un controllo statistico, le versioni gratuite di tool come Ahrefs, Seozoom, Semrush a Searchmetrics ottimi soprattutto per monitorare gli aggiornamenti degli algoritmi di Google; Inoltre è ottimo lo strumento per webmaster di Bing.
La maggior parte dell’attività SEO è comunque manuale, con ricerche, confronti, e monitoraggio quotidiano, sperando sempre di non crollare al prossimo Core Update di Google.

Ottimi spunti Claudio, una domanda che interesserà molto a chi ha intenzione di aprire un blog; qual è il tuo modello di business? Ovvero come monetizzare un progetto editoriale come questo?

Il blog guadagna solo dalle pubblicità, quello è il modello di business. So già di essere una rarità in questo e so anche che molte persone criticano questo tipo di modello perchè molto fragile, perchè molto variabile e legato a tante esternalità incontrollabili.
Questo tipo di critica è certamente vera, non posso dire assolutamente di avere un business inattaccabile e sicuro, non posso neanche nascondere una certa ansia quando visite e guadagni scendono, quando Google aggiorna il suo algoritmo o quando ci sono problemi tecnici o amministrativi.
Idealmente dovrei sicuramente tentare di differenziare le entrate in qualche modo, per renderle più solide, ma potrei rischiare di sacrificare il modello principale.
Ho sempre rifiutato invece i post sponsorizzati o guest post, perchè non voglio “sporcare” il sito con articoli finti.
Non posso dire di essere un imprenditore digitale, sono soprattutto un blogger indipendente. Comunque alla fine, ogni attività, sia essa reale oppure online, ha i suoi rischi e questo è emerso quest’anno più che mai.

Smart Working

Grazie Claudio per l’estrema sincerità, a proposito di Covid: come ha impattato la pandemia nel tuo business? L’Italia si è fermata e tra lockdown e smart working tanta gente è rimasta a casa, uno scenario nuovo che ha prodotto tante conseguenze, cosa ha significato per il tuo blog?

Per uno come me, che a casa ci lavora da 10 anni ormai, il lockdown è stato tutto sommato sopportabile, almeno nelle abitudini lavorative, poi certamente ha pesato, come per tutti, nel benessere generale, ma questo diventerebbe un discorso lungo.
A livello di blog è stato un periodo sorprendente. Per me ed immagino per chiunque avesse un sito web che tratta di “intrattenimento”, il lockdown ha portato risultati mai visti e che pensavo fossero irraggiungibili. Il sito ha registrato migliaia di accessi ogni giorno, con picchi di 1600 visitatori online nello stesso momento per buona parte della giornata, che sono un’enormità.
Su Navigaweb sono esplose improvvisamente le visite di articoli fino ad allora piuttosto ignorati, come quelli riguardanti le video chat, l’uso di strumenti per lavorare da remoto e poi un incremento notevole nelle visite su quasi tutti gli articoli che parlano di giochi, veramente incredibile e potrei dire anche soddisfacente se non fosse che sono stati risultati drogati da una malattia.
Di converso, i guadagni non hanno seguito lo stesso andamento delle visite, sicuramente perchè comunque il lockdown ha portato molte aziende a dover risparmiare tagliando quindi spese in pubblicità. Ma va bene così, forse mi sarei anche sentito in colpa se avessi fatto risultati da super star in quella situazione.

Da quello che ci hai raccontato finora penso che in molti ti considerino una super star! Mi chiedo come si gestisca un blog di queste dimensioni. Sei ancora da solo come all’inizio o nel tempo hai avuto bisogno di creare un team?

Non sono da solo ma al momento non ho un team, solo un collaboratore esterno di supporto. Avrei sicuramente bisogno di almeno un altro redattore di articoli, anche se è più difficile del previsto trovare chi si intende di tecnologia ed abbia voglia di scrivere guide e articoli dettagliati.
Fino a due anni fa, pensavo davvero di poter fare tutto da solo, andando avanti a scrivere di novità senza guardare troppo il passato. Questa strategia si è rivelata però perdente, perchè i vecchi articoli finivano nella polvere, sovrapposti ai nuovi. Ho quindi dovuto cercare subito una persona che scrivesse nuovi articoli, in modo da potermi dedicare alla revisione del vecchio. Questo tipo di attività, unita alla gestione del backend del sito, dell’amministrazione e dei controlli statistici, mi costringe ad essere ormai più un gestore che uno scrittore.
Inoltre devo ammettere che dopo 12 anni potrei essere un po’ scarico di idee, quindi penso che l’aggiunta di forze fresche e giovani darebbe nuova linfa vitale al sito. Trovare qualcuno è quindi un obiettivo che mi sono prefissato quest’anno.

Bene, magari qualcuno in ascolto potrebbe contattarti se interessato…Ultima domanda, guardando al futuro… come ti vedi tra 10 anni? Hai in cantiere qualche novità? Come pensi che possa evolvere il tuo lavoro?

Questa è la tipica domanda a cui non sono mai riuscito a rispondere bene nei colloqui di lavoro fatti in passato.
10 anni fa, esattamente nel momento in cui iniziai a fare il “Blogger” professionista, gli smartphone erano ancora poco usati, i social network erano ininfluenti ed ancora molto acerbi, in molti avevano un blog personale, anche se poi quando dicevo di volerlo fare come lavoro mi dicevano tutti che ero un pazzo.
Anche Oggi quando dico di essere Blogger mi guardano come un marziano, ma per motivi diversi. Oggi il termine blogger è caduto in disuso, i blog personali sono praticamente spariti perchè le persone possono scrivere su Facebook o su Twitter dove possono raggiungere più pubblico ed avere un coinvolgimento immediato. I miei “concorrenti” sono per lo più dei grandi portali, dove scrivono i cosiddetti Copywriter, parola derivata dal marketing che personalmente detesto.

Ancora oggi sento una certa gratificazione nel condividere trucchetti e conoscenze sul mio sito personale, essere seguito e ricevere commenti o richieste.

Claudio Pomes

Da qui a 10 anni è difficile prevedere cosa accadrà, magari usciranno nuove tecnologie smart, forse le intelligenze artificiali scriveranno articoli per noi, forse ci si potrà informare con dispositivi che ancora non esistono, chissà.
Resto comunque fiducioso che un blog come Navigaweb.net possa resistere ancora a lungo, almeno fino a che le persone sono ancora in grado di leggere (che non è così scontato già oggi). Ancora oggi sento una certa gratificazione nel condividere trucchetti e conoscenze sul mio sito personale, essere seguito e ricevere commenti o richieste. Alla fine quando si parla di tecnologia mi sento ancora un ragazzino che vuole provare tutto, quindi la fatica nel gestire un blog, anche se è diventato grosso, non si fa sentire troppo.

Tra 10 anni, mi piacerebbe finalmente dire di aver creato qualcosa di stabile. Sarei davvero contento e soddisfatto del mio lavoro se Navigaweb.net, tra 10 anni, diventasse un sito non più dipendente in modo decisivo dal sottoscritto, in modo che viva di vita propria, con i contributi di persone dinamiche, appassionate come sono io adesso ed aggiornate.
Con questo non voglio dire di voler andare in pensione così presto e non credo che vorrò mai cedere il blog ad altri. Devo però prendere atto che continuare a fare il blogger e scrivere articoli per troppi anni potrebbe risultare logorante. Considerando poi che tra 10 anni avrò più di 50 anni, anche se potrò vantare una solida esperienza gestionale, devo mettere in conto la possibilità di non essere più così preparato nel capire le tendenze tecnologiche dei giovani.
Beh, mi sono dilungato troppo, un saluto caloroso a chi è arrivato a leggerla tutta e grazie per l’intervista che mi ha fatto soffermare su quanto fatto e quanto c’è ancora da fare per crescere.