Intelligenza artificiale e SEO, intervista a Max Del Rosso

Oggi parliamo di Intelligenza Artificiale e di SEO (Search Engine Optimization) con Max Del Rosso, consulente SEO e freelance esperto in Link Building che ha creato diversi tool (anche gratuiti) per interagire con l’AI e sfruttarla nei progetti di web marketing. Ecco la mia prima domanda:

L’intelligenza artificiale è arrivata nel nostro mondo in modo dirompente e, da quando OpenAI ha reso disponibili i suoi tool (ad iniziare da ChatGPT), migliaia di persone comuni hanno toccato con mano le potenzialità della AI. Come sempre accade in questi casi, c’è chi si è mostrato scettico, chi spaventato e chi invece ha cavalcato l’onda capendo che è un’opportunità da cogliere al volo e “dominare” per non farsi travolgere. Seguendo il tuo profilo LinkedIn ho capito subito che appartieni a quelli del terzo tipo! Raccontaci qual è stato il tuo primo approccio con ChatGPT, le tue sensazioni e i primi esperimenti che hai messo in pratica.

Prima di tutto, ti ringrazo per l’opportunità di questa intervista.

Il mio primo approccio con ChatGPT è stato assolutamente casuale. Una mattina mentre stavo scorrendo il mio feed di LinkedIn ho visto molti post sull’argomento. Confesso che sino ad allora non sapevo cosa fosse. E stiamo parlando di metà dicembre 2022, dunque sono arrivato anche parecchio in ritardo rispetto a tantissimi altri (ma poi credo di aver recuperato).

Fino ad allora avevo usato altri tool AI come copy.ai e Rytr per test (che porto avanti dal 2021) relativi alla generazione di contenuti e relativo posizionamento in serp, ma copy.ai e Rytr  non sono strumenti conversazionali, dunque nulla a che vedere con chatGPT. Quindi mi sono registrato al servizio di OpenAI ed ho iniziato subito a “smanettarci”, e li mi si aprii un mondo.
Ricordo ancora oggi la prima richieste che ho fatto a chatGPT: “Puoi scrivere un post per la mia bacheca facebook per spiegare cosa è la link building? Alla sua risposta, rimasi di sasso!

Le mie prime sensazioni? Direi stupore ed entusiasmo. Stupore perché non riuscivo a credere alla qualità e fluidità degli output forniti. Entusiasmo perché mi rendevo conto che avevo tra le mani uno strumento potentissimo che avrebbe potuto aiutarmi in moltissimi ambiti, in primis: supporto alle attività SEO e creazione di contenuti ottimizzati.

Ma è stato solo l’inizio, e da allora, ho cercato di “cavalcare l’onda”, come dici tu, approfondendo le mie conoscenze e cercando di capire come poterla sfruttare al meglio nel mio lavoro. È una sfida che reputo affascinante e stimolante. Oggi sono in grado di “fargli fare” tante più cose, anche molto complesse.

Prompt


Bene, siamo curiosi di sapere quali sono stati i tuoi esperimenti e cosa sono le cose – anche complesse – che sei riuscito a fargli fare in ambito SEO e non.

Di esperimenti ne ho fatti davvero tanti, dai più banali ai più complessi. Ho acquisito una discreta capacità di dialogo con la macchina, leggasi “capacita di scrivere prompt efficaci“. Pensa che ogni volta che testo qualcosa mi salvo i prompt in un file e oggi andando a rileggere i prompt di qualche mese fa mi viene da sorridere per la loro “semplicità”. Sia chiaro, non erano semplici, ma banalmente oggi ne scrivo di molto più complessi.

Oggi oltre a scrivere i prompt scrivo soprattutto meta-prompt, che sono dei prompt più complessi in cui il prompt iniziale è progettato per influenzare o guidare la AI in un determinato comportamento di risposta. Un esempio semplice di un meta-prompt potrebbe essere: “In uno stile shakespeariano, descrivi una giornata di pioggia”. Il meta-prompt qui è “In uno stile shakespeariano,” che indica alla AI di generare il testo nel particolare stile di scrittura di Shakespeare.

Di esperimenti ne ho fatti davvero talmente che ho perso il conto! Tra le cose più complesse sicuramente posso citare il generatore di prompt e il generatore di bot. Entrambi sono meta-prompt scritti in uno stile che portebbe apparire come uno pseudolinguaggio di programmazione, ma non lo è. Il generatore di prompt è un meta-prompt che scrive automaticamente prompt complessi formati da oltre 30/40 righe di istruzioni a partire dal un input basico come ad esempio “scrivi un prompt da usare per la scrittura di un articolo sui viaggi”. Il generatore di bot, come dice la parola stessa, è un meta-prompt che guida l’utente, step by step, alla creazione di chatbot per l’esecuzione di specifici compiti, secondo la desiderata dell’utente.

I BOT che creo, salvo quelli per uso personale, sono liberamente utilizzabili gratuitamente da chiunque, assieme ad altri strumenti SEO da me realizzati, semplicemente accedendo al sito www.freeseotools.it, dove attualmente si possono trovare 13 tool gratuiti basati su intelligenza artificiale, quasi tutti con finalità SEO.

Tra i bot (nel sito ce ne sono 8) vale la pena citare i seguenti:

  • SEO Content Suggest“, un bot che fornisce suggerimenti sulle parole chiave e sulle entità correlate da includere nel testo per migliorare la ricerca e l’ottimizzazione dei contenuti.
  • SEO Meta Suggest“,  un bot che fornisce 5 varianti di meta tag title e 5 varianti di meta description basate sulla descrizione del contenuto dell’articolo.
  • Key2Entity“, un BOT che trova le entità SEO maggiormente rilevanti e correlate con la  parola chiave.
  • Prompt Perfector“, un bot che analizza il tuo prompt iniziale, lo perfeziona e restituisce una versione più dettagliata e completa.
  • Journalist Title Rewriter“, un tool che offre cinque versioni di un titolo fornito, ognuna riscritta in uno stile giornalistico diverso.

Oltre a questi bot, nel sito vi si possono trovare dei tool SEO veri e propri – sempre gratis – che sfruttano l’intelligenza artificiale per analisi e suggerimenti, come ad esempio “SEO Headings PRO” che estrae H1-H2-H3-H4 dalle pagine dei competitor, li analizza, e genera una migliore struttura headings. “Text Style Extractor”, che è  strutturato per analizzare un testo e rilevare l’intento dell’autore, il registro comunicativo, il sentiment, il vocabolario e le figure retoriche, in modo da poterle “replicare” nei propri articoli. “SEO Content Analyzer”, un tool che usa l’intelligenza artificiale avanzata dei modelli GPT-3.5-turbo o GPT-4 per analizzare il testo e fornire informazioni SEO preziose. Tutti i tool SEO sono liberamente utilizzabili gratuitamente, basta essere in possesso di una chiave API di OpenAI.

In questo momento sto lavorando ad un paio di tool SEO che, ne sono certo, lasceranno un sacco di gente a bocca aperta. Non posso direi di più, anche perchè sono discretamente scaramantico.

Incredibile quante cose hai fatto in così poco tempo, considerato che oltre a questo ti occupi prevalentemente di Link Building, la prossima domanda riguarda questo: come cambia il mondo SEO e più nello specifico l’approccio alla Link Building con l’avvento della AI?

SEO


A mio parere, l’ascesa dell’intelligenza artificiale (IA) è destinata a trasformare in modo piuttosto radicale il futuro della SEO. L’impatto dell’IA sulla SEO probabilmente comporterà che il campo diventi più complesso e competitivo a causa della capacità dell’IA di generare grandi quantità di contenuti rapidamente. Nonostante l’IA rivoluzionerà i motori di ricerca, il “manico” dello specialista SEO resterà fondamentale e alla base di tutto. Quello di cui sono certo è che le pratiche SEO dovranno adattarsi per rimanere efficaci. Per quanto mi riguarda, l’approccio alla link building con l’avvento della AI cambia poco, questo perché per me la link building, per come la intendo e la eseguo, non è SEO ma è arte allo stato puro. Certamente la AI può essere di aiuto in determinate attività, ad esempio potrebbe essere usata per analizzare grandi quantità di dati su internet per identificare opportunità di link building pertinenti. Possono esaminare vari parametri come la pertinenza del sito, l’autorità di dominio, il traffico e altre metriche SEO per individuare siti “buoni” da cui riceve link. Inoltre, con la AI si può automatizzare il processo di outreach, inviando email personalizzate ai potenziali siti partner. Queste email possono essere personalizzate in base ai dati che l’AI ha raccolto , rendendo l’outreach più efficace. Ma bisogna sempre ricordare che, quando si parla di link building, gran parte della partita si gioca sulle anchor tex, sulla loro architettura e costruzione della sentenza che la include. Ti do una notizia: anche i migliori SEO riconosciuti come tali da gran parte della comunità “scazzano” di brutto quando si tratta di operare sulla dinamica “contenuto/contesto/coerenza/inerenza” delle anchor text.  Cioè, mi spiego meglio: hai mai dato una occhiata alla sezione “comunicati stampa” dei grossi siti come ANSA o ADKRONOS, dove vi pubblicano abitualmente anche e soprattutto agenzie dai nomi altisonanti? Buttaci un occhio e vedi quali anchor text utilizzano (rabbrividiamo!),  ma soprattutto ti prego di notare la totale assenza del contesto adatto a giustificare la presenza di quel link.  Ed è un peccato, perché tutte quelle belle parole e teorie che sento spesso uscire da certe bocche sul prendere link solo da siti di qualità, solo da siti a tema, sul non prendere link dalle PBN, e tante altre “teorie” anche corrette se vogliamo, vengono rese completamente vane nel momento esatto in cui rovinano tutto quando si tratta di architettare il testo di ancoraggio. Te lo ripeto, la link building è arte, non è SEO.

la link building è arte, non è SEO

Max Del Rosso

Ringrazio Max per questa bella intervista che mi ha aiutato a capire l’approccio migliore che un professionista possa avere rispetto ad una rivoluzione come quella che stiamo vivendo. Spero che gli spunti trattati siano utili a chi ci legge e che si diffonda una cultura positiva intorno all’AI e all’uso che ne possiamo fare in ogni contesto.

Autore: Jacopo Modesti

Ideatore di Link2me.it, consulente web marketing freelance dal 2001. Triatleta nel poco tempo che gli rimane tra le due cose che ama di più, la famiglia e il lavoro.