Analisi dei micro-dati, intervista a Massimo Giacchino

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Massimo Giacchino, che ho “scoperto” partecipando ad un paio di webinar sul web marketing in cui mi ha colpito il suo approccio alla disciplina oltre che al modo in cui la racconta, da qui l’idea di intervistarlo sul blog di Link2Me. La prima cosa che ti chiedo è quella di raccontare il tuo percorso professionale, quali sono stati gli step chiave che ti hanno portato a diventare quello che sei oggi e quello che immagini per il tuo futuro da consulente.

Già durante l’Università ho lavorato su progetti legati al mondo startup. Qui da sempre la situazione un po’ romanzata è “tieni! questo è il prodotto! trova come e chi venderlo!”.Di conseguenza ho dovuto capire quale fosse il mercato, come si muovesse la concorrenza, quali fossero le mie buyer personas, come il prodotto si potesse posizionare rispetto al mercato. Infine dopo aver raccolto tutta questa mole di dati dovevo proporre una strategia da testare sul mercato.
Ho affinato tutto negli anni sporcandomi le mani, confrontandomi con colleghi e apprendendo approcci come il Design Thinking e la metodologia Lean Startup. Da qui è nato il mio metodo per svolgere analisi di mercato
Come futuro, vedo nel mio quotidiano lo studio costante di come si muovono le persone online e degli algoritmi dietro a Google e Facebook che stanno completamente cambiando il modo di fare ads e impostare le strategie. Cercherò sempre di condividere la mia esperienza in quanto adoro far formazione e confrontarmi con i colleghi.

Grazie Massimo, veniamo alla prima domanda: Le piattaforme di web advertising stanno diventando sempre più “smart” e l’utilizzo del machine learning e dell’intelligenza artificiale stanno cambiando quello che è il ruolo del consulente che diventa sempre meno tecnico e più strategico. In uno scenario nel quale le macchine gestiscono in autonomia annunci e offerte torna quindi centrale l’aspetto di analisi e strategia sia in fase di startup che in quella di ottimizzazione delle campagne. Da cosa deve partire un freelance quando si approccia al web marketing di un nuovo cliente?

Condivido pienamente il punto che sono e saranno sempre più gli algoritmi a gestire l’audience da raggiungere soprattutto il pubblico freddo.

Difatti sempre più Facebook funziona meglio quando non inseriamo più gli interessi; come da gergo corrente “andare in broad”.
Allo stesso tempo anche Google attraverso lo smart bidding sta andando verso questa direzione.
Di conseguenza diventa fondamentale andare oltre la definizione delle buyer personas come semplice target demografico e psicografico, ma su ciò che clicca l’utente online, cosa cerca, cosa scrive e come si muove.

E’ necessario dal mio punto di vista avere la capacità di andare a intercettare il percorso di informazione e acquisto dell’utente. Capire esattamente quali sono le sue ricerche, i suoi dubbi, quali sono i fattori che prende in considerazione per la valutazione, dove e quando lo fa. Diventa necessario capire il tono di voce, linguaggio e dizionario dell’utente.

Da questo contesto deriva che le competenze sono per me:

  • analisi (dei micro-dati)
  • capacità di scrivere testi empatici sia per ads che landing page
  • capacità di UX
  • conoscenza non solo tecnica dei vari canali di traffico

Bene Massimo, hai parlato di analisi di mercato, copywriting “persuasivo” e competenze in ambito di user-experience, ruoli che in agenzia ricoprono persone diverse. A tuo avviso è possibile per un solo freelance riuscire a gestire in modo professionale tutti questi aspetti, considerato poi che gli spetta anche tutta la parte operativa di creazione e gestione delle campagne? Tu ad esempio, per i tuoi clienti gestisci tutto in autonomia o hai dei collaboratori specializzati?

Per me il copywriting più che persuasivo deve essere informativo ed empatico, cioè deve parlare alle persone giuste che hanno un problema specifico e proporgli attraverso un percorso di informazione il nostro prodotto.

Mentre per la seconda parte della domanda, penso che ogni professionista debba assolutamente avere una visione trasversale sugli strumenti, i canali di traffico e in parte sulla parte tecnica. Nello specifico, con la parola “visione” intendo che non debba conoscere (e fare) tecnicamente il lavoro, ma sapere come ogni touchpoint incide sul percorso di informazione e acquisto delle persone.

Quindi nel pratico è richiesta una visione globale sul digital marketing e poi una specializzazione specifica. Perché davvero è umanamente possibile conoscere nel profondo e professionalmente diverse discipline. Questo perché ogni giorno le dinamiche online e gli algoritmi cambiano.

Design Marketing, Massimo Giacchino
La copertina del libro di Massimo Giacchino

Ottimo, veniamo all’ultima domanda, una cosa che credo di aver capito con l’esperienza maturata negli anni di lavoro è quanto sia importante un metodo, in ambiti complessi come quelli del marketing dove entrano in gioco tanti fattori credo che sia fondamentale avere delle linee guida da seguire, per questo motivo ho apprezzato molto il tuo libro “Design Marketing – Amalizzare i micro-dati per testare e scalare strategie di mercato” che spiega nel dettaglio proprio il tuo metodo in cinque fasi. Raccontaci di come è nato questo libro, a chi lo consigli e qual è secondo te il concetto più importante da portarsi a casa durante questa lettura.

Mettere a terra una sequenza di azioni da compiere è stata una conseguenza naturale per semplificare il mio lavoro. Avevo la necessità di essere più organizzato, metodico e veloce.
Di conseguenza, ad un certo punto mi sono imposto la creazione di una checklist delle attività da compiere per capire il potenziale di mercato di un prodotto.
Da qui, confrontandomi con i colleghi, ho capito che il mio lavoro potesse essere utile anche a loro. Quindi con grande entusiasmo ho deciso di scrivere il libro per digital strategy ed agenzia di marketing.
Leggendo le oltre 180 recensioni del libro su Amazon, credo il valore più grande che il libro dia è un appunto un metodo passo passo per progettare strategie di marketing (e conversione) intorno alle esigenze e comportamento di informazione dell’utente.

Grazie Massimo per la piacevole conversazione, ti auguro buon lavoro e spero di ritrovarti presto in qualche evento online e offline per parlare ancora di Web Marketing!

Autore: Jacopo Modesti

Ideatore di Link2me.it, consulente web marketing freelance dal 2001. Triatleta nel poco tempo che gli rimane tra le due cose che ama di più, la famiglia e il lavoro.