Consulenza Google Ads, intervista ad Andrea Testa

Oggi parliamo di consulenza su Google Ads e lo facciamo con un “Esperto di Prodotto Platino“, Andrea Testa, autore di ben quattro libri su Google Ads (ex Adwords), docente in marketing e comunicazione per Master e corsi universitari e amministratore di Blubit, agenzia specializzata in Search Engine Marketing e Social Media Marketing. Partiamo con la prima domanda:

  • Link2me è un network costituito principalmente da professionisti freelance ma sono presenti anche agenzie strutturate. Secondo il tuo punto di vista quando e perché è consigliabile affidarsi ad uno o all’altro tipo di consulenza per la gestione di campagne di paid advertising come Google e Facebook Ads da parte di un’azienda?

Posso tirare una bomba? Dare cioè una risposta scomoda? Io scelgo tutta la vita il freelance. Perché conserva la naturalezza del rapporto 1:1 col cliente. L’agenzia nel 90% dei casi tralascia questo aspetto. Livella le consulenze assegnando molto spesso “rookie” e segmentando quindi i clienti, ma nel modo sbagliato. Vedi, se leggi – o magari lo hai già letto – “Creare modelli di business“, LSWR Edizioni 2019, scritto da Osterwalder e Pigneur, scoprirai che l’approccio alla segmentazione è correttissimo. Ma non nel modo “supercazzoloso” che usano le agenzie. Dove c’è da rimboccarsi le maniche, mettono novellini che vengono schiacciati spesso da insuccessi e quindi ne va del loro morale. Dove invece trovano il Big Kahuna, gli propinano metriche farlocche tipo audience, reach e impression (neanche di quelle visibili…). E’ una questione di testa. Se l’agenzia si approccia al cliente come il freelance, allora ne diventa valido competitor. Altrimenti lunga vita al freelance.

  • Restando al mondo dei freelance e di Google Ads, considerato quanto sia complessa la gestione di un account (setup delle campagne, integrazione sistemi di monitoraggio, ottimizzazione delle campagne, reportistica, ecc.) secondo la tua esperienza quanti progetti contemporanemente è possibile gestire per un freelance per garantire sempre il massimo delle prestazioni? Hai dei tool da suggerire per facilitare e/o velocizzare questo lavoro?

E’ una domanda interessante, che non vorrei banalizzare con un dipende. Ma forse, se si scava, il dipende poco ci azzecca.
Allora… diciamo che sicuramente una buona base la fa l’esperienza. Perché lavorare su un account ha delle implicazioni “visive”, di “touch”, che è importante assecondare subito.
Non a caso ai summit a Mountain View, abbiamo sempre chiesto a Di Iorio – Project Manager di Google Ads – di rendere l’interfaccia della piattaforma più parlante all’ingresso. Cosa che poi è stata in effetti fatta.
Io consiglio di dotarsi di un buon report sinottico giornaliero (da inviare anche al cliente). Parlante, magari con Data Studio.
Poi schedulare call tattiche settimanali coi clienti più “importanti” e bisettimanali o mensili con altri. Finché ce ne sarà bisogno… perché poi molti account hanno bisogno solo di un’email.
Umanamente dunque, credo sia possibile gestire tra 40 e 80 progetti contemporaneamente, considerando chiaramente la scalabilità e complessità degli stessi.
Resta inteso, che per quanto uno si sforzi, non è opportuno poi lavorare più di 12/14 ore al giorno.

Pillola video sul Marketing Funnel dal canale YouTube di Blubit School
  • Se dovessi essere tu a scegliere un freelance per una consulenza Google Ads a cosa daresti più peso per la valutazione di un candidato? In altri termini, cosa fa la differenza tra un esperto Google Ads e un “wannabe“.

Io diffido sempre dai “fenomeni”. Nella fattispecie quelli che mandano preventivi di 20 pagine, per esprimere un concetto che si sintetizza in due righe.
Per il resto che ognuno abbia un’opportunità. Ci sono così tanti clienti.
Però le supercazzole no. Non le sopporto.

  • Spesso su Link2me pubblichiamo richieste di preventivo per consulenze per la creazione e gestione di campagne Google Ads. Come consigli di impostare un’offerta di questo tipo? Un costo una tantum per il setup, un canone di gestione, una fee sul budget…

Vendiamo valore? Quindi il valore deve essere a prescindere, o al massimo misurato sul beneficio.
Non ho [quasi] mai proposto consulenze a percentuale sull’investito… o sul tot di campagne.
Ma ti pare? “Aspetta mi servono altri 50€ di budget… ricalcoliamo, ah e poi tre campagne in più! Ricalcoliamo…” Ma per l’amor del Cielo!
Sposo l’idea di un canone a cliente. Anche se ultimamente mi piacciono molto le fee sul transato. Bel modello… molto remunerativo, anche mettendo noi il budget.

  • Eccoci all’ultima domanda: nel web marketing di oggi, dove si parla sempre più di omnicanalità, per un freelance che ha l’ambizione di gestire un rapporto diretto con il cliente, ha ancora senso specializzarsi su un’unica piattaforma come Google Ads o Facebook Ads?

Mh. Difficile. Credo che ognuno si debba specializzare. Io sono oggi (oggi, insomma… da più di 15 anni ormai) verticalizzato su Google Ads. Non mi sento in difetto con nessuno. Conosco le altre piattaforme? Certo. Sono per queste secondo a qualcuno? Caspita se sì… mi sento parecchio indietro. O comunque uno “normale”. Io ho la fortuna di insegnare in Università. Di conoscere tante persone. Imparo sempre. Questo mi rende forte e sicuro. Ma potrei insegnare tutte le discipline con lo stesso “potere”? Si è bravi insegnanti di storia, matematica, italiano, geografia… forse alle elementari di 30 anni fa… oggi neanche più lì. Scegli… Vuoi essere il pesce grande nello stagno piccolo, o il pesce piccolo nello stagno grande? Occhio che questa frase finale è una provocazione. Vediamo chi la coglie… 😉

Performance ADS con Google e Facebook

Salutiamo e ringraziamo Andrea per questa intervista e i preziosi consigli che ci ha dato, per chi volesse approfondire alcuni dei temi trattati in questa chiacchierata ricordiamo che Andrea Testa è coautore, insieme a Carmelo Samperi, del libro “Performance ADS con Google e Facebook – il ruolo dell’advertising nel marketing omnicanale” edito da Hoepli.

Autore: Jacopo Modesti

Ideatore di Link2me.it, consulente web marketing freelance dal 2001. Triatleta nel poco tempo che gli rimane tra le due cose che ama di più, la famiglia e il lavoro.