Crescita e scalabilità di una startup, intervista a Luca Mastella

Luca Mastella
Luca Mastella

Se stai lanciando una startup o vuoi far crescere un business ti trovi di fronte a scelte strategiche da valutare con cura, prima di tutto però c’è da capire quale sia il giusto “mindset” con cui affrontare questa fase delicata. Abbiamo fatto qualche domanda a Luca Mastella, Business Growth Advisor per start up e speaker al Marketing Business Summit 2019 durante il quale parlarà di Ecommerce Automation.

  • Nell’epoca digital che viviamo la crescita di un business può essere veloce, quali sono gli aspetti fondamentali da prendere in considerazione per lanciare un’iniziativa che parte da zero?

Il primo consiglio che mi sento di dare è di iniziare a contestualizzare i risultati di altre persone e aziende.
Quando vediamo un professionista con milioni di followers che produce contenuto tutto il giorno, invece di guardare a com’era lui quando era nella nostra stessa situazione, cerchiamo dal giorno zero di replicare cosa fa lui ora.
Non capiamo che Gary Vaynerchuk quando è partito faceva video orrendi e ci ha messo 10 anni a diventare Gary Vee e che ora ha un team di 25 persone che fanno contenuti per lui.
E la stessa cosa è per i business. Tutti vogliono lanciare il nuovo Amazon, ma dopo 6 mesi dal lancio lasciano perdere perché non hanno già fatto milioni.
Non vedono che Jeff Bezos ci ha messo 20 anni per trasformare Amazon in quello che è oggi.
Come pensiamo noi di battere queste persone in 6 mesi o 1 anno se loro ci hanno messo 10-20 anni.
Quindi il primo consiglio che darei sarebbe sicuramente quello di partire il prima possibile e non avere l’aspettativa di avere successo prima di 3 anni come minimo.
Questo non significa che non possiamo farcela. Sono super contento di venire smentito. Ma dobbiamo essere pronti al peggio.
La domanda che faccio sempre è: “se ti dicessi che l’idea che stai per lanciare non farà 1 euro nei prossimi 3 anni, la lanceresti comunque?”
Se la risposta è no hai scelto l’idea sbagliata, perché significa che non hai davvero passione per la tua idea. Non pensi che le persone abbiano davvero bisogno del tuo prodotto o servizio.

  • Per chi invece ha già un’azienda avviata l’obiettivo può essere quello di scalare il proprio business, qual è l’approccio giusto che senti di consigliare in base alla tua esperienza?

Quando devo sistemare un business che ha smesso di crescere la prima cosa che faccio è semplificare e rimuovere, invece che aggiungere.
Mi riferisco a burocrazia, silos team, tool inadeguati, processi lenti e collaboratori poco performanti.
Il problema è che non può crescere un business mentre fai questo processo e al tempo stesso non può crescere se hai problemi di questo tipo.
Di conseguenza cercando di scalare un business che alla base non è agile porterà unicamente ad accumulare problemi fino a quando sarà troppo lento per essere cambiato.
Quello che consiglio di fare è prendersi 6 mesi – 1 anno dove l’obiettivo principale è sistemare l’intera infrastruttura invece che cercare di crescere mentre si sistemano i problemi.
La scalabilità è come una torre Jenga, se inizi dalla base, prima o poi cadrà la torre.

  • Per un’azienda che vuole promuoversi online cosa consigli di fare: affidarsi ad un’agenzia di comunicazione strutturata oppure collaborare con dei freelance specializzati?

Penso che questa domanda sia secondaria a una più importante, ovvero “come imprenditore, sei in grado di valutare chi hai davanti?”
Scegliere tra una marketing agency e un freelancer è unicamente questione di budget e necessità. Io personalmente mi creerei un team in casa, ma capisco le grosse aziende che scelgono una marketing agency per iniziare col digitale.
Il vero problema che vedo in Italia oggi è la mancanza di competenze minime nel digital da parte dell’imprenditore, che non ha idea di chi ha davanti e di cosa ha bisogno la sua azienda per crescere.
È così che agency e finti professionisti vendono progetti completamente inutili fatti solo per prendere soldi ai clienti.
Chiaramente la colpa principale è della persona poco onesta che eroga il servizio, ma penso che sia compito dell’imprenditore studiare quel 20% che permetterà lui/lei di distinguere un professionista da un impostore. Un’alternativa è rivolgersi a una persona di sua fiducia per valutare le competenze dei possibili collaboratori.

  • Ringraziamo Luca Mastella per i suoi preziosi consigli e ricordiamo che per chi volesse ascoltarlo dal vivo a Milano ci sono ancora pochi biglietti disponibili (con prezzo scontato inserendo il codice coupon “link2me” in fase di registrazione), in alternativa è possibile seguire l’evento in Live Streaming.

Autore: Jacopo Modesti

Ideatore di Link2me.it, consulente web marketing freelance dal 2001. Triatleta nel poco tempo che gli rimane tra le due cose che ama di più, la famiglia e il lavoro.