Allarme “cookiegeddon”, intervista a Matteo Zambon

Matteo Zambon,  fondatore di Tag Manager Italia.

Per chi si occupa di web analytics Matteo Zambon non ha bisogno di presentazioni, è figura di riferimento per l’apprendimento di Google Tag Manager in Italia per il quale ha creato una community dedicata:
www.tagmanageritalia.it.

Di recente Matteo ha realizzato un webinar (affollatissimo tanto da dover tenere una replica il giorno successivo) in cui ha dato in anteprima la notizia per la quale un imminente cambiamento da parte dei principali browser web sta per compromettere il corretto tracciamento delle attività sui nostri siti web, per chi se lo fosse perso abbiamo pensato di intervistarlo:

  • Ciao Matteo, sei stato il primo a divulgare la notizia dell’arrivo di quello che hai chiamato “cookiegeddon“, dopo aver ascoltato il tuo webinar siamo rimasti piuttosto colpiti perchè sappiamo bene quanto sia importante il corretto tracciamento degli utenti in tutte le strategie di web marketing. La cattiva notizia sembra essere quella che per il momento non ci sono rimedi facili da implementare. Secondo te chi verrà maggiormente travolto da questa novità? Puoi farci qualche esempio in cui il cookiegeddon impatterà negativamente sul business di un’azienda?

In effetti è molto strano che ci sia ancora poco rumore attorno a questa novità che sta per travolgere il modo in cui Safari e Firefox gestiranno i cookie di prima parte. Sicuramente i primi a risentirne saranno proprio i business online che hanno molto traffico da parte di questi due browser. Statisticamente il traffico di Safari è maggiore da mobile per il semplice fatto che ci sono più iPhone in uso. Quindi sarà più difficile gestire remarketing e tracciare in modo corretto questo tipo di utenti. Ma non solo a livello di tracking, anche per l’esperienza stessa dell’utente, ti basta pensare al semplice banner dei cookie. Quindi ti consiglio di analizzare il traffico dei browser nel tuo sito per capire se anche tu avrai il cookiegeddon che ti piomberà addosso.

  • Come hai spiegato durante il tuo webinar è molto probabile che anche Chrome si accodi a questa rivoluzione, se non altro per non fare la parte del “brutto e cattivo” in quanto tutelerebbe meno la privacy dei propri utenti rispetto alla concorrenza. Resta fuori da questo discorso Internet Explorer, si sa qualcosa sul browser di casa Microsoft? In ogni caso è chiaro che chi come Google e Facebook campa di pubblicità qualcosa si dovrà inventare per superare l’ostacolo, hai qualche idea su possibili scenari che si andranno ad aprire in risposta al cookiegeddon? Siamo vicini alla fine della tecnologia cookie?

Gli ingegneri di Edge, ovvero il browser di Microsoft, allo stato attuale non hanno fatto dichiarazioni. Da poco il motore di Edge utilizza Chromium come motore. Quindi probabilmente seguirà la linea che sarà scelta da Chrome.
La tecnologia basata sui cookie è datata (ha oltre vent’anni) e sicuramente il suo futuro non è molto roseo. Arriverà un’altra tecnologia per andare a salvare i dati di tracciamento che non si baserà più su file dei singoli device.
Un esempio? Google Signal di Google Analytics. Da qualche mese Google utilizza i sistemi di login nelle sue piattaforme per analizzare il cross device (quindi non basandosi sui cookie). Altro esempio è la sincronia dei browser. Tu puoi fare login nel browser del PC e hai la stessa cronologia e informazioni sul browser del tuo smartphone. E se si potessero passare anche informazioni che attualmente risiedono nei cookie?
Gli scenari futuri sono davvero affascinanti.

  • A livello pratico cosa cambierà a breve per un web analyst e in generale per un consulente di web marketing? Tu per esempio come ti stai organizzando? Nel frattempo che si trovi una soluzione definitiva ci sono “barbatrucchi” che possono tamponare la situazione?

Credo che ci sarà una fase un po’ ibrida dove il tracking online basato sui cookie sarà meno preciso. In questa fase sarà sicuramente importante riuscire a comprendere quali sono le dinamiche reali degli strumenti che si analizzano. Sarà un po’ più complicato capire esattamente cosa stanno facendo gli utenti, ma ci salveremo.
Io attualmente sto cercando di divulgare la digital analytics e lo strumento di Google Tag Manager attraverso il mio sito www.tagmanageritalia.it, ma per chi vuole fare davvero sul serio e capire il vero meccanismo ho creato il Club Tag Manager Italia pieno zeppo di video, materiale esclusivo (quindi non disponibile pubblicamente) e soprattutto il Progetto Andromeda: una suite creata da me ed il mio staff che aumenta le potenzialità di Google Tag Manager. La brutta notizia è che attualmente le iscrizioni sono chiuse, ma è possibile avere una via di accesso esclusiva iscrivendosi alla lista di attesa.
I #barbatrucchi ci sono ma sono veramente molto tecnici. Il più indicato è creare i cookie a livello server ma questo non è possibile se gli strumenti sono di terze parti (es Google Analytics, Pixel FB e così via).

Non mi resta che dirvi… Buon Tag!

  • Grazie Matteo per averci dedicato il tuo tempo e ragguagliato su questa importante novità, ricordiamo a chi volesse scambiare due chiacchiere dal vivo con te che sarai presente come Silver Sponsor al MeasureCamp di Roma il prossimo 18 Maggio.