Search Marketing Connect 2017, intervista a Giorgio Taverniti

giorgio-tavernitiSi avvicina il Search Marketing Connect organizzato dall’azienda Search On Media Group. Il progetto, nato nel 2007, che ha portato alla nascita del gruppo è stato il frutto del rapporto fraterno tra Cosmano Lombardo (Founder, CEO di Search On e COO Area Formazione) e Giorgio Taverniti (Founder e COO Area Network di Search On) a cui si è aggiunto subito dopo Andrea Pernici (Founder e CTO di Search On).

Il gruppo si articola in 3 business unit (Consulting, Education e Network) che, in modo differente, portano avanti la comune mission: creare un sistema di valore tra i diversi soggetti che operano nel mercato italiano ed estero, per sfruttare le opportunità nate con il digitale. Il frutto che ne è nato è un percorso di diffusione di conoscenza digitale che, ad oggi, ha portato alla formazione di oltre 200.000 persone in Italia.

Dietro al Search Marketing Connect c’è un team di circa 10 persone e per l’occasione abbiamo intervistato Giorgio Taverniti che ha seguito i relatori della due giorni.

Ciao Giorgio, anche quest’anno Link2me è media partner del Search Marketing Connect, l’evento di riferimento per gli esperti dei motori di ricerca, che si svolgerà al palacongressi di Rimini l’1 e 2 dicembre 2017.

Grazie mille per questa intervista, è sempre un piacere parlare con un sito che è molto affine a quello che facciamo noi.

Qualche domanda per fare il punto sui temi che ci interessano maggiormente. Nel 2017 abbiamo assistito ad un passaggio in massa al protocollo https, si parla di AMP e Mobile First index, quali saranno le tendenze del 2018?

Una parte interessante che tratteremo in uno degli interventi di apertura è quella del mobile, ancora oggi troppi sono orientati a fare il sito mobile partendo dalla versione desktop, perdendo di vista le opportunità tecnologiche che il mobile mette a disposizione, come ad esempio la geolocalizzazione.
Non mi piace parlare di cambi di anni ma per il futuro della SEO credo che sarà decisiva l’influenza del comportamento degli utenti sui risultati di ricerca Google. Abbiamo sempre considerato gli aspetti relativi ai click ma oggi è qualcosa di più avanzato, Google oggi ha delle potenzialità immense, è in grado di sapere se le persone che fanno ricerche effettuano acquisti o se si recano nel posto che hanno trovato in seguito ad una ricerca. Quindi l’aspetto del comportamento utente sarà uno dei pilastri della SEO del futuro.

La SEO è ancora molto tecnica ma anche molto di più, quali sono le competenze che un SEO deve sviluppare?

Una cosa che ho appreso proprio al Search Marketing Connect è la tecnica del “T-shape skill”, se vuoi diventare una persona specializzata in qualcosa devi farlo in modo verticale, quindi se vuoi diventare un SEO tecnico devi concentrarti su tutte le cose tecniche che puoi imparare ma il grosso dell’evoluzione lo fai mettendo accanto alle tue competenze altri aspetti che posso approfondire (per esempio come tracciare quello che faccio con Google Analytics) proprio a formare una forma a “T”, in modo da avere un quadro delle tue competenze e sapere dove sto andando per approfondirle… questo non basta la cosa secondo me fondamentale è la grandissima influenza che possono avere le persone affianco a noi, spesso sottovalutata, se sono un professionista non posso non farmi “contaminare” da chi fa altre cose attinenti. Il futuro richiede una grande evoluzione, evolvere le competenze che richiede il mercato, e se non riesci a farlo da solo l’alternativa e creare un network.
Ad esempio Google Data Studio, prima era per pochi e a pagamento, oggi è gratis e con tanti connettori, in modo facile crea dei report aggregando fonti di dati (ad esempio Analytics, SC, Facebook) e applicando delle formule genera dei report che puoi condividere con tutti i clienti. Questo sta cambiando il mercato della reportistica, oggi fare dei report facili da consultare per i clienti non è una cosa banale. Invece di contare solo le visualizzazioni con le formule possiamo tracciare dati più importanti come l’engagment. Si tratta di un’evoluzione forzata dalla tecnologia.

A proposito di tattiche e metodologie SEO, quali quelle sottovalutate e quelle che non hanno più senso?

Quelle che non hanno più senso, probabilmente non hanno mai avuto senso, quelle che hanno funzionato in passato hanno senso ancora oggi, magari con un peso minore (esempio keyword nel titolo). Le tecniche vicine allo spam, che andavano a superare i limiti del buon senso e quello che è consentito dai motori di ricerca, adesso ancora più che in passato hanno poco senso.
Quello che ha sempre più importanza è sicuramente tutto quello che ha a che fare con la qualità della risorsa, quando si riesce a soddisfare il bisogno dell’utente tramite una risorsa di qualità, ha senso ora e lo avrà in futuro perché va a incidere su quello che a Google interessa: offrire delle risposte a chi sta cercando qualcosa. Se nei primi anni 2000 l’obbiettivo di google era di dare risultati pertinenti oggi Google vuole sorprendere chi fa le ricerche dando risposte che l’utente non si aspetta.

Quali tool consigli per il lavoro del SEO?

L’utilizzatore è sempre quello che fa la differenza ma alcuni software sono utili, ad esempio Screamfrog o Visual SEO Studio, si installano sul computer e simulano il comportamento di un motore di ricerca. Sono strumenti utili per fare analisi in modo veloce, fanno un buon lavoro quando ci sono problemi nel sito e per l’analisi della concorrenza. Per l’analisi di mercato anche SEMRush e SeoZoom molto conosciuti e utilizzati, poi ovviamente come detto prima Google Data Studio secondo me è un software da utilizzare. Ci saranno vari interventi durante l’evento tra cui uno specifico in cui si vedrà come creare una dashborard strategica.

E’ ancora possibile fare il seo come freelance?

Solo chi ha un’esperienza importante alle spalle è in grado di farlo, chi riesce a rimanere aggiornato e ottenere altre competenze oltre alla SEO, questo è l’aspetto importante. Chi rimane ancorato alle competenze strettamente SEO o ad una parte di esse oggi fa molta fatica. Il mercato si sta evolvendo ad una velocità notevole, rimane in piedi chi si specializza, molte piccole aziende del tessuto economico italiano non hanno i budget per affidarsi alle agenzie quindi c’è ancora spazio per i freelance. I più bravi freelance con cui ho avuto modo di interfacciarmi sono quelli che sono riusciti ad evolvere e restare in contatto con altri professionisti e fare network.

Il mercato evolve e cambia, cosa consigli per ricavarsi un po’ di spazio?

Secondo me la direzione da intraprendere è quella della focalizzazione, oggi chi sta emergendo in un mercato così evoluto si è focalizzato su un aspetto particolare o un mercato particolare (es. SEO per l’immobiliare). All’inizio facevi SEO ti bastava poco, eravamo tutti visibili e non c’era questa necessità, oggi per emergere focalizzarsi su un settore può significare farsi preferire da quella nicchia.

Siamo giunti alla 12 edizione, qualè il segreto del successo del Search Marketing Connect?

Questo evento è nato da una community, e dal rapporto molto particolare e personale con i partecipanti. Da noi le persone vengono per incontrarsi e reincontrarsi, oltre che per formarsi: il segreto dell’evento è la qualità umana delle persone che vi partecipano, mantenendo come punto fermo, comunque, l’alto livello di ogni intervento.
Questo per me è un aspetto molto importante, siamo sempre davanti ad un computer o uno smartphone ma dietro questi schermi ci sono delle persone. Siamo nati andando in giro per l’Italia a fare formazione gratuita, io credo che se vogliamo fare il salto di qualità in questo ambiente bisogna farlo insieme, da soli non si va da nessuna parte.

Quali sono le novità dell’evento in questa edizione?

Quest’anno avremo delle plenarie molto tecniche rispetto a quelle delle passate edizioni in cui c’erano dei personaggi o tematiche particolari. Il fatto che si parli di smartphone e UX in plenaria per noi è importante, la grande novità delle plenarie è che vuole essere un momento di salto di qualità in tutti i settori.
Ci saranno inoltre due nuove sale, una dedicata al Content Marketing e l’altra ai Tool.
Inoltre il Web Marketing Festival in collaborazione con la Stampa ha scelto il Search Marketing Connect per organizzare un hackathon sulle fake news. Ci sarà quindi all’interno un mini evento in parallelo su un tema di interesse comune.

Ringraziamo Giorgio Taverniti per l’intervista, ci vediamo a Rimini l’1 e 2 dicembre
Per chi volesse ascoltare l’audio completo dell’intervista lo trova qui sotto.