Design dei sistemi, intervista a Silvia Minenti

Ciao Silvia, sei entrata da poco a far parte del network link2me, raccontaci di cosa ti occupi.
Sono laureata alla specialistica di design dei sistemi all’Isia di Roma, l’Isia è la prima scuola di alta formazione di design istituita in Italia, da Carlo Giulio Argan negli anni 70, è ormai un università a tutti gli effetti.
Interessante, ci potresti spiegare cosa’è il design dei sistemi?
E’ un approccio sistemico alla progettazione, dove il designer diviene facilitatore e non più fornitore di soluzioni, il design sta nel processo e non più nel prodotto finito, questo approccio è stato veicolato dalla presa di coscienza di vivere in una “società liquida”, come direbbe Bauman, complessa, dove la teoria causa-effetto non descrive più davvero la realtà delle cose, si crede invece che ad ogni problema ci possano essere più soluzioni tutte quante valide, ciò che cambia e rende una cosa ben progettata al giorno d’oggi è come si arriva ad una di queste soluzioni, il processo, appunto.
In questa visione rientrano a pieno titolo anche tutti quei principi del design sostenibile a cui siamo tanto affezionati, difatti il design dei sistemi ha uno sguardo ampio, analizza il macro scenario e il progetto sarà in relazione con un tutto che non si può eludere.
Quindi mi piace definirmi una progettista a tutto tondo. In un paese come l’Italia purtroppo questa visione è un po’ troppo all’avanguardia, è chiaro che il design dei sistemi si sposa molto bene con il design dei servizi, e i servizi sappiamo che non sono proprio il fiore all’occhiello di questo paese, ma non sono una di quelle a cui piace l’idea di andarsene, vorrei invece restare proprio per cambiare le cose.
Ho lavorato in proprio come grafica e progettista di stand, e poi continuo a collaborare con l’università quando è possibile, in questo momento sono in cerca di occupazione, o meglio di ispirazione..
Mi sembra di capire che la tua formazione è distante dalla realtà italiana,  prova ad immaginare il tuo posto di lavoro ideale, dove ti troveresti, cosa faresti ogni giorno, chi sarebbero i tuoi clienti?
Il mio posto di lavoro ideale è un’agenzia di consulenza urbanistica che si occupa di sostenibilità, mobilità, “smart cities”, oppure un ente della pubblica amministrazione, un grande studio in coworking dove condividere progetti e proporne di nuovi.
Il mio è un lavoro che si svolge in team in quanto tratta una materia fortemente interdisciplinare, i clienti ideali mi verrebbe da dire, son quelli che pagano, ma è una battutaccia, il cliente ideale è un imprenditore o un operatore/amministratore con molta voglia di innovare e rendere moderno questo paese, un cliente coraggioso!
Grazie Silvia per averci parlato di te, del tuo lavoro e di averci spiegato il design dei sistemi. Per ulteriori informazioni vi invito a contattare Silvia Minenti sul suo profilo.