Il coworking come soluzione per chi lavora come freelance

coworkingEsaminando i pro e contro della vita da freelance capita spesso di riscontrare che chi opera in autonomia soffre terribilmente il fatto di lavorare da solo, il più delle volte in casa, con la conseguenza di avere sempre meno rapporti sociali in ambito lavorativo, confronto con altri colleghi off-line e possibilità di condividere esperienze e risultati.

D’altra parte, sostenere le spese per uno spazio in uno studio associato o in un centro uffici (affitto, bollette di luce e telefono/internet, pulizie, etc.) in questo momento di crisi dove risparmiare è diventato obbligatorio per sopravvivere, non è proprio alla portata di tutti, senza contare il fatto che chi lavora come freelance ha l’occasione per muoversi spesso e non restare legato ad un posto fisico, stiamo parlando dei cosiddetti “nomad workers“.

Un’ottima soluzione è quella del modello di coworking, ovvero la condivisione di spazi da parte di più professionisti che, continuando ad operare in autonomia a livello legale e fiscale, si riuniscono in un unico ambiente per lavorare sui propri progetti. Oltre alla scrivania di lavoro è possibile condividere molti servizi utili come sale riunioni, stampanti, fax e perchè no, una cucina.

Di solito i co-workers si riuniscono in ambienti open-space, grandi loft adibiti ad ufficio, spazi ampi e  luminosi che ben si prestano a chi lavora in ambito creativo e spesso arredati con oggetti originali e di design. In Italia, a differenza di altri paesi del nord europa e degli Stati Uniti, il coworking non è ancora molto diffuso ma sta prendendo piede. Capita sempre più spesso che studi di architettura o studi grafici affittino qualche scrivania che hanno in eccesso a freelance esterni,  questa situazione può essere profiqua non solo per risparmiare sulle spese di gestione ma anche per innescare collaborazioni lavorative di tipo non subordinato. Chi scrive ha provato in prima persona questa esperienza, dopo essere stato per anni in un proprio ufficio ho letto un annuncio di alcuni architetti che offrivano una postazione con internet wi-fi nel proprio studio e sono andato a lavorare presso di loro. Anche se i nostri lavori non erano direttamente collegati (io mi occupo di web design) è capitato che mi hanno chiesto di realizzare il loro sito web e quello di alcuni colleghi. In questo modo, oltre a ridurre le spese e di lavorare in compagnia ho anche trovato nuovi clienti.

Ci sono diverse soluzioni di coworking, oltre a quella più banale appena descritta esistono veri e propri centri dove l’accesso agli spazi è organizzato in maniera molto flessibile per qualsiasi esigenza, anche per brevissimi periodi o addirittura a ore. Esiste un network di coworking che si chiama “Coworking Project by Cowo” che racchiude molti centri in Italia, sulle pagine del sito, oltre alla directory dei principali spazi, è anche possibile trovare molte informazioni anche per chi volesse aprire un centro affiliato.

Tra pochi giorni vi sarà un evento interamente dedicato alle tematiche del coworking, si tratta della terza edizione del “Cowocamp” che il 19 maggio 2012 a Milano si occuperà principalmente di analizzare la dimensione economica del coworking, per chi fosse interessato all’argomento un’ottima occasione per farsi un’idea e prendere contatti.

Se lavori a Roma ti consigliamo un cowo che link2me ha provato in prima persona, si tratta del COWO 360, che ha una formula molto elastica in quanto è possibile, tramite comode ricariche, prenotare una postazione anche solo per mezza giornata.

Per concludere segnaliamo alcune risorse online a livello globale dove trovare i centri che offrono soluzioni di condivisione degli spazi, DeskNear.Me è una startup che nella propria homepage ci chiede “dove vuoi lavorare oggi?”, inserendo la città vengono proposti tutti gli spazi registrati che hanno a disposizione una postazione. Stesso concetto per deskwonted.com che ha un ricco database di indirizzi.